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Pochi giorni fa il Centro studi di Confartigianato Veneto ha pubblicato la terza edizione della classifica: “Indice di attrattività comunale dal punto di vista fiscale”.
La classifica ha escluso i centri più piccoli tenendo conto dei dati, reperiti tramite il programma Open Civitas del Ministero dello sviluppo economico e società Sose, relativi a 118 comuni (sono stati esclusi 38 comuni perché non hanno inviato i dati sugli oneri di urbanizzazione) della regione.
Per stilare la graduatoria si tiene conto della pressione fiscale di Imu (immobili), della Tasi (servizi comunali), della Tari (rifiuti e pulizia), degli oneri di urbanizzazione, dell’aliquota Irpef, del servizio idrico, delle tariffe di fognatura-depurazione e (novità di quest’anno) la media tra le diverse aliquote catastali per: uffici, negozi, laboratori, edifici industriali.

Nella classifica dei capoluoghi di provincia si distingue Vicenza, che risulta la migliore della regione, pur classificandosi al 59° posto, superando Belluno (64°) e Venezia (86°) mentre sono oltre il 90° posto Verona, Treviso, Padova e Rovigo.

Primo posto assoluto, invece, per il veneziano Cavallino Treporti e, a seguire, una folta pattuglia trevigiana che occupa dalla seconda alla quinta posizione con: Trevigliano (2°), Villorba (3°), Altivole (4°) e Spresiano (5°). In sesta posizione troviamo il padovano Campodarsego seguito dal trevigiano Susegana in settima posizione. Per chiudere la “top ten” troviamo tre comuni del veronese: Sona (8°), Sommacampagna (9°) e Legnago (10°).

Scendendo nello specifico del vicentino il comune meglio classificato è Dueville, che si piazza in ventisettesima posizione, seguito da Thiene e Sandrigo che si trovano rispettivamente al 50° e 51° posto. Poco più sotto troviamo Altavilla Vicentina al 58° posto, seguito a ruota dal comune capoluogo. Chiudono la “top ten” provinciale: Caldogno al 63° posto, Lonigo (72°), Rosà (74°) e Chiampo (79°).