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L’Ape è una misura di correzione della legge Fornero che il Governo sta studiando, assieme ai tecnici di INPS e Ministero delle Finanze, che consiste in un anticipo pensionistico che, con le nuove regole, consentirà l’uscita anticipata dal lavoro.

La Platea

Ad essere interessati dalla misura di flessibilità in uscita saranno tutti i lavoratori, compresi quelli del settore pubblico.
Potrà beneficiare dell’anticipo pensionistico (Ape) chi ha più di 63 anni: nel 2017 i nati tra il 1951 e il 1953; nel 2018 saranno ammessi anche i nati nel 1954 e nel 2019 si estenderà la misura anche ai nati nel 1955.
Sarà consentita l’uscita dal lavoro prima del raggiungimento del requisito di vecchiaia previsto dalla legge Fornero (67 anni), con un massimo di tre anni di anticipo.

Il meccanismo sarà differenziato a seconda di tre maxi-categorie:

  • “uscite volontarie” per le quali la decurtazione implicita dell’assegno dovrebbe essere più alta.
  • “disoccupati di lungo corso” e lavoratori impiegati in mansioni pesanti che dovrebbero essere maggiormente tutelati
  • lavoratori interessati in piani di ristrutturazione aziendale per i quali potrebbe essere richiesto un contributo all’impresa per l’eventuale uscita anticipata.

Le caratteristiche

L’uscita anticipata sarà possibile grazie un prestito garantito dalle banche ed erogato al lavoratore dall’Inps che dovrà essere rimborsato a rate in vent’anni, interessi compresi, senza garanzie reali a carico del beneficiario. Le assicurazioni copriranno il rischio di morte prima della scadenza del prestito.
L’assegno pensionistico sarà ridotto sulla base degli anni di anticipo, ma senza penalizzazioni esplicite: la decurtazione sarà implicita per effetto del meccanismo del prestito pensionistico-bancario e della detrazione fiscale compensativa che sarà garantita ai beneficiari sulla base delle fasce di reddito.
L’agevolazione sarà massima (fino quasi ad azzerare la decurtazione dell’assegno anticipato rispetto alla “potenziale” pensione di vecchiaia) per i soggetti a basso reddito ed in condizione disagiate, ad esempio disoccupati di lungo corso.
Il risparmio fiscale varierà anche a seconda delle categorie di appartenenza e sarà di fatto nullo nei casi di uscita volontaria di un soggetto a reddito medio-alto.

La Rita

La Rita è la Rendita integrativa temporanea anticipata alla quale potranno ricorrere i lavoratori intenzionati a usufruire dell’Ape che abbiano già aderito alla a un fondo pensione. Con la Rita i lavoratori potranno usufruire di un anticipo del capitale cumulato prima della decorrenza della pensione e utilizzarlo per “coprire” una parte dell’anticipo pensionistico.

Fonte: Sole 24 Ore