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Pensioni: Le 5 proposte del Governo

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Con la ripresa dei lavori parlamentari si torna a parlare di misure in materia pensionistica da introdurre con la prossima Legge di Stabilità. Vediamo quindi le proposte messe in campo dal Governo in vista di un primo confronto con le parti sociali in programma nei prossimi giorni.

  • APe
    L’anticipo pensionistico è sicuramente la novità di queste azioni proposte dall’esecutivo. Si tratta di un prestito bancario assicurato, che sarà gestito dall’INPS, della durata di 20 anni finalizzato ad anticipare la data di pensionamento per gli “over 63”. Si calcola che l’importo della rata di tale prestito per chi decide di anticipare l’uscita dal lavoro di 3 anni rispetto a quanto previsto sarebbe del 15% del trattamento pensionistico.
    Il ruolo delle assicurazioni è quello di garantire il prestito in caso di decesso del beneficiario prima dell’estinzione del prestito.
  • Quattordicesime
    Sul tema della quattordicesima mensilità al momento ci sono due ipotesi di lavoro:
    – una prevede l’aumento di 80-100 Euro dell’ammontare dell’assegno per quanti già sono compresi in questa misura, ossia chi percepisce fino a 750 Euro al mese.
    – la seconda prevede di estendere questa misura a chi percepisce fino a 1250 al mese aumentando la platea i chi usufruisce di questa ulteriore mensilità fino a 2,5 milioni di cittadini.
    É allo studio un aumento delle pensioni minime che, probabilmente, sarà alternativo alle misure qui descritte.
  • Ricongiunzioni
    Si punta a cancellare il vincolo del requisito minimo in una singola gestione che, ad oggi, blocca la ricongiunzione gratuita azzerando gli oneri attualmente previsti per la ricongiunzione di contributi versati in gestioni diverse. In aggiunta si prevede di estendere la possibilità del calcolo complessivo anche per il ritiro anticipato e non solo per le pensioni di vecchiaia.
  • I “precoci”
    Per chi ha versato contributi prima di compiere i 18 anni, ad oggi sono circa 4,2 milioni di lavoratori, al raggiungimento dei 41 anni di contribuzione si prevede un “bonus” tra i 4 ed i 6 mesi di contributi per ogni anno di lavoro antecedente il compimento dei 18 anni. Per limitare l’impatto di questa misura, che porterebbe ad una media di 60/70 mila pensionamenti all’anno, si pensa di introdurre un numero minimo di settimane di contribuzione antecedenti la maggiore età che potrebbe essere fissato in 52 o 104 (uno o due anni).
  • Lavori usuranti
    Sono allo studio delle semplificazioni per i la voratori impiegati nei cosiddetti “lavori usuranti” tra i quali spicca una revisione dell’adeguamento automatico requisiti legati all’aspettativa di vita.

A margine del Forum di Cernobbio il Ministro Poletti ha così commentato la cifra di 2 miliardi di Euro circolata in questi giorni come ammontare disponibile per le misure in ambito pensionistico: «Ci sono diverse posizioni, dipende dalle cose che si vogliono fare. L’aspirazione è fare il massimo, poi bisogna tenere conto della contabilità pubblica e quindi delle compatibilità». Ha inoltre indicato «le pensioni minime, l’anticipo pensionistico e le ricongiunzioni onerose come i cardini su cui intervenire».

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By |settembre 5th, 2016|Categories: Fisco|Tags: , , , , , |Commenti disabilitati su Pensioni: Le 5 proposte del Governo

Premi di produttività. Si pensa al raddoppio.

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Il potenziamento della contrattazione di produttività è l’obiettivo di Palazzo Chigi e, per raggiungerlo, si pensa al raddoppio degli incentivi per i premi di produttività da pagare ai dipendenti anche se non sarà fatta finché tutto non verrà scritto nero su bianco nella prossimo legge di Stabilità.

LA SITUAZIONE ATTUALE

Ad oggi i premi di produttività che non superino i 2000 euro lordi l’anno sono tassati al 10% (contro una tassazione media del 27%). A due condizioni:

  • Il lavoratore che beneficia del premio di produttività non deve guadagnare più di 50000 euro lordi.
  • Il premio deve essere previsto all’interno di un accordo azienda-sindacati in cui gli obiettivi di miglioramento della produttività, della redditività e della qualità siano fissati in maniera chiara e misurabile. Il contratto aziendale va quindi dichiarato e depositato con apposito modulo.

Il premio può salire a 2.500 euro lordi all’anno quando vengono coinvolti i lavoratori (non necessariamente il sindacato in modo diretto) con un modello partecipativo.

L’IPOTESI RADDOPPIO

L’ipotesi prevede un innalzamento del limite per l’incentivazione dei premi di produttività dai 2000 – 2500 euro a 3-4000 euro lordi l’anno. Ad aumentare dovrebbe essere anche il limite di reddito annuo passando da 50000 a 60000-70000 euro lordi (coinvolgendo così anche quadri e dirigenti finora esclusi).
«Il condizionale è d’obbligo perché ogni scelta sarà subordinata alla risposta delle aziende agli incentivi a disposizione per il 2016. Gli oltre 13 mila contratti già depositati relativi al 2015 e alla prima metà del 2016 ci sembrano una buona partenza. Analizzeremo con grande attenzione la risposta delle aziende e su questa baseremo il nostro rilancio», spiega Marco Leonardi (tra i consiglieri economici del premier Matteo Renzi che stanno lavorando al dossier. ndr), convinto che sia «strategico in questo momento scommettere sulla produttività-Paese».

ALTRE INIZIATIVE

Tra le altre iniziative in cantiere rientrano agevolazioni anche per il welfare inserito nei contratti nazionali di categoria (vedi piattaforma di Federmeccanica) e non solo su quelli aziendali. Inoltre il governo sta pensando di incentivare anche i piani di azionariato diffuso all’interno delle imprese.

Fonte: Corriere della Sera

By |luglio 25th, 2016|Categories: Lavoro|Tags: , , |Commenti disabilitati su Premi di produttività. Si pensa al raddoppio.

Cantiere pensione. Le ultime novità

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L’Ape è una misura di correzione della legge Fornero che il Governo sta studiando, assieme ai tecnici di INPS e Ministero delle Finanze, che consiste in un anticipo pensionistico che, con le nuove regole, consentirà l’uscita anticipata dal lavoro.

La Platea

Ad essere interessati dalla misura di flessibilità in uscita saranno tutti i lavoratori, compresi quelli del settore pubblico.
Potrà beneficiare dell’anticipo pensionistico (Ape) chi ha più di 63 anni: nel 2017 i nati tra il 1951 e il 1953; nel 2018 saranno ammessi anche i nati nel 1954 e nel 2019 si estenderà la misura anche ai nati nel 1955.
Sarà consentita l’uscita dal lavoro prima del raggiungimento del requisito di vecchiaia previsto dalla legge Fornero (67 anni), con un massimo di tre anni di anticipo.

Il meccanismo sarà differenziato a seconda di tre maxi-categorie:

  • “uscite volontarie” per le quali la decurtazione implicita dell’assegno dovrebbe essere più alta.
  • “disoccupati di lungo corso” e lavoratori impiegati in mansioni pesanti che dovrebbero essere maggiormente tutelati
  • lavoratori interessati in piani di ristrutturazione aziendale per i quali potrebbe essere richiesto un contributo all’impresa per l’eventuale uscita anticipata.

Le caratteristiche

L’uscita anticipata sarà possibile grazie un prestito garantito dalle banche ed erogato al lavoratore dall’Inps che dovrà essere rimborsato a rate in vent’anni, interessi compresi, senza garanzie reali a carico del beneficiario. Le assicurazioni copriranno il rischio di morte prima della scadenza del prestito.
L’assegno pensionistico sarà ridotto sulla base degli anni di anticipo, ma senza penalizzazioni esplicite: la decurtazione sarà implicita per effetto del meccanismo del prestito pensionistico-bancario e della detrazione fiscale compensativa che sarà garantita ai beneficiari sulla base delle fasce di reddito.
L’agevolazione sarà massima (fino quasi ad azzerare la decurtazione dell’assegno anticipato rispetto alla “potenziale” pensione di vecchiaia) per i soggetti a basso reddito ed in condizione disagiate, ad esempio disoccupati di lungo corso.
Il risparmio fiscale varierà anche a seconda delle categorie di appartenenza e sarà di fatto nullo nei casi di uscita volontaria di un soggetto a reddito medio-alto.

La Rita

La Rita è la Rendita integrativa temporanea anticipata alla quale potranno ricorrere i lavoratori intenzionati a usufruire dell’Ape che abbiano già aderito alla a un fondo pensione. Con la Rita i lavoratori potranno usufruire di un anticipo del capitale cumulato prima della decorrenza della pensione e utilizzarlo per “coprire” una parte dell’anticipo pensionistico.

Fonte: Sole 24 Ore

By |luglio 22nd, 2016|Categories: Fisco|Tags: , , , |Commenti disabilitati su Cantiere pensione. Le ultime novità

Classifica attrattività fiscale Veneto 2016

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Pochi giorni fa il Centro studi di Confartigianato Veneto ha pubblicato la terza edizione della classifica: “Indice di attrattività comunale dal punto di vista fiscale”.
La classifica ha escluso i centri più piccoli tenendo conto dei dati, reperiti tramite il programma Open Civitas del Ministero dello sviluppo economico e società Sose, relativi a 118 comuni (sono stati esclusi 38 comuni perché non hanno inviato i dati sugli oneri di urbanizzazione) della regione.
Per stilare la graduatoria si tiene conto della pressione fiscale di Imu (immobili), della Tasi (servizi comunali), della Tari (rifiuti e pulizia), degli oneri di urbanizzazione, dell’aliquota Irpef, del servizio idrico, delle tariffe di fognatura-depurazione e (novità di quest’anno) la media tra le diverse aliquote catastali per: uffici, negozi, laboratori, edifici industriali.

Nella classifica dei capoluoghi di provincia si distingue Vicenza, che risulta la migliore della regione, pur classificandosi al 59° posto, superando Belluno (64°) e Venezia (86°) mentre sono oltre il 90° posto Verona, Treviso, Padova e Rovigo.

Primo posto assoluto, invece, per il veneziano Cavallino Treporti e, a seguire, una folta pattuglia trevigiana che occupa dalla seconda alla quinta posizione con: Trevigliano (2°), Villorba (3°), Altivole (4°) e Spresiano (5°). In sesta posizione troviamo il padovano Campodarsego seguito dal trevigiano Susegana in settima posizione. Per chiudere la “top ten” troviamo tre comuni del veronese: Sona (8°), Sommacampagna (9°) e Legnago (10°).

Scendendo nello specifico del vicentino il comune meglio classificato è Dueville, che si piazza in ventisettesima posizione, seguito da Thiene e Sandrigo che si trovano rispettivamente al 50° e 51° posto. Poco più sotto troviamo Altavilla Vicentina al 58° posto, seguito a ruota dal comune capoluogo. Chiudono la “top ten” provinciale: Caldogno al 63° posto, Lonigo (72°), Rosà (74°) e Chiampo (79°).

By |luglio 18th, 2016|Categories: Fisco|Tags: , , , , , , , , , , , |Commenti disabilitati su Classifica attrattività fiscale Veneto 2016

Canone RAI. Nuovi chiarimenti

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L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato dei chiarimenti in merito al nuovo Canone RAI che vi riportiamo qui di seguito:

  • In caso di persona deceduta per evitare l’addebito del canone gli eredi devono compilare il quadro B della dichiarazione sostitutiva.
  • In caso di marito e moglie intestatari di più utenze elettriche (con questa riforma il canone viene addebitato per ogni utenza elettrica attivata presumendo che questa comporti la presenza di almeno un televisore) per evitare il doppio addebito bisogna compilare il quadro B della dichiarazione sostitutiva, indicando il codice fiscale su cui addebitare l’importo del canone che, ricordiamolo, viene fatto pagare in maniera singola per ogni nucleo familiare.
    Il consiglio dell’Agenzia, in questo caso, è quello di controllare l’esattezza dei dati anagrafici e del codice fiscale riportato sull’intestazione dell’utenza elettrica.
  • Chi attiva una nuova utenza elettrica avrà addebitato il canone RAI dal mese di inizio della fornitura. L’addebito avverrà nella prima fattura utile dove verranno conteggiate le rate già scadute.
    Se si era già in possesso di un televisore bisognerà liquidare quanto non addebitato mediante modello F24.
  • Chi aveva inviato disdetta dell’abbonamento alla RAI prima del 1 Gennaio 2016 si vedrà comunque addebitare il canone in caso non abbia provveduto alla compilazione del modulo A della dichiarazione sostitutiva, e successivo invio, che attesti il non possesso di un apparecchio atto a ricevere il segnale radiotelevisivo.
    Questo perché, secondo quanto previsto dalla legge di stabilità, l’intestazione di una utenza elettrica residente fa presumere la detenzione di un apparecchio televisivo.
By |luglio 15th, 2016|Categories: Fisco|Tags: |Commenti disabilitati su Canone RAI. Nuovi chiarimenti